Archivio di novembre 2009

Ho stampato l’SRD

lunedì, 30 novembre 2009
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Non riesco ancora a crederci. 1393 pagine di materiale. Più le 116 delle FAQ ufficiali. Totale: 1509 pagine che nell’arco di 5 anni ho stampato fronte-retro, 2 pagine per facciata. Resomi conto del materiale di cui disponevo ho deciso di stampare quel poco che non avevo ancora stampato e rilegare tutto per bene. Il risultato lo potete vedere da voi nella foto qui a fianco.

Perfino il mio gatto Dado è rimasto sbalordito! Sapete, essendo pendolare e non avendo un portatile, spesso in treno lavoro a mephit “a mano”. Gomma, matita, quaderni e manuali per pianificare le prossime attività ed analizzare le regole. Ma come sappiamo, l’SRD differisce dai manuali in alcuni punti, di conseguenza per essere sicuro di non andare contro l’OGL devo attingere le mie informazioni da lì.

Ecco quindi il perchè del folle gesto. Ma d’altronde, non è folle anche questo progetto? ;)

Finalmente Google Wave!

martedì, 24 novembre 2009

Grazie a Marco783 anch’io posso surfare sulla nuova onda! Aggiungetemi! L’indirizzo Gmail è www.mephit.it@gmail.com

Già si parla di come usare Google Wave per giocare a D&D e GDR vari, non  vedo l’ora di provare! Per il momento la sensazione che ho quando entro in Wave è quella di quando ci si trova nella piazza del paese: puoi parlare con tutti in un ambiente piuttosto confusionario!!! Per fortuna l’interfaccia aiuta molto. Probabilmente le mie idee si schiariranno dopo qualche settimana di utilizzo!

Su Lucca e su Dungeons & Dragons

martedì, 3 novembre 2009

01112009La mia visita a Lucca si è rivelata ben più di un’attività di promozione e di diletto! Ho conosciuto persone davvero in gamba, le quali impegno e passione  sono davvero ammirevoli, e con le quali mi sentirò ancora. Il volantinaggio e la distribuzione dei bookmarks sono andate bene, la foto qui a fianco ne è un simpatico esempio :) Ma soprattutto, le demo di Mephit hanno fatto colpo e sono piaciute. E soprattutto hanno fatto discutere. Voglio condividere con voi queste discussioni.

Sabato e Domenica ho visto cose. Ho visto l’area di Yu-Gi-Oh! più grande ed attraente di quella di Magic. Ho visto l’area dei giochi custom molto affollata. Ho visto gli Scacchi diventare un Wargame. Ho visto una cosplay vestita da Lamù in bikini anche se c’erano 10 gradi al sole. Ho visto un torneo di Pathfinder.

Già, in casa Paizo si festeggia un successone, mentre in casa Wizards tira una brutta aria… D&D 4a edizione vende poco perchè ha trasformato lo storico GdR in un gioco dove l’importante è combattere, un “picchiaduro”, un “videogioco da tavolo”, o ancora un “gioco da tavolo fantasy”. Insomma, la 4a edizione ha minato pesantemente la parte ruolistica di D&D. Chissà, forse tutte quelle regole sul combattimento servono proprio per riportare facilmente le D&D 4.0 in versione videoludica.

Ma grazie agli appassionati della 3.5, che per anni hanno lavorato a Pathfinder, e a Paizo, che ha messo i soldi per produrlo, la 3.5 vive ancora, e gode di ottima salute! Questo dovrebbe rendere chiaro alla Wizards che ha commesso un grosso errore non rilasciando un’SRD 4.0 che si possa definire tale. Eh già, perchè è proprio per merito dell’SRD e dell’OGL che la 3.5 gode di ottima salute, poiché sono loro che danno la possibilità di produrre materiale proprio, scatenando la fantasia dei giocatori che si possono esprimere in qualsiasi direzione! Altro che “picchiaduro”…

La Wizards sembra invece aver paura della concorrenza e dei mancati guadagni, e così blocca il mercato dei PDF e non rilascia un’SRD 4.0 come la vorremmo noi giocatori. Inoltre, rieditano tutti i manuali 3.5 “sdoppiandoli”. Il Manuale del Giocatore? Spalmiamo le classi alle quali la gente si è affezionata su due libri. Il Draconomicon? Dividiamolo in “draghi cromatici” e “draghi metallici”. Faremo il doppio di soldi!!! Eppure esistono modelli economici collaudati e più “moralmente corretti” : Uno su tutti, l’OpenSource. E di OpenSource di fatti si parla anche quando si nomina l’SRD: io ti do il “codice”, ovvero le regole, e tu proponi modifiche, che possono diventare aggiornamenti (3.0-3.5) oppure progetti paralleli (Pathfinder, True20, Blue Rose ecc). Inoltre ti do l’assistenza necessaria. Vuoi produrre qualcosa che si basa sulle regole, ma non hai tempo o i mezzi? Lo faccio io per te. E via così.

Mamma Wizzy si sarà anche fatta i suoi conti, e in effetti il ricambio generazionale è dalla sua, ma a me sembra che la gente non stia dando troppo peso a D&D 4, bensì stia cercando di reperire i vecchi manuali 3.5 ancora sul mercato finchè può. Inoltre, ho idea che molta gente preferirà spendere i propri soldi per Pathfinder, prodotto che arriva “dal basso” perché voluto e creato dai giocatori stessi, piuttosto che per D&D4, “piovuto dall’alto” e imposto dalla Wizards tramite lo stop alla produzione dei vecchi manuali. Non è un caso se a Lucca ogni copia del Manuale del Giocatore 3.5 in vendita è stata acquistata. Non ne è rimasta neanche una. Non oso immaginare il successo che avrebbe avuto Pathfinder in fiera se la traduzione italiana fosse stata pronta in tempo.

Mi sono trovato d’accordo con tutte le persone con le quali ho parlato di questi temi. C’è voglia di esprimersi e di creare. E c’è tanta tanta voglia di giocare DI RUOLO, non di tirare dadi e basta. Esiste un popolo di giocatori che sfoga la propria brama di GdR tramite Internet: play by chat, play by forum, play by mail. Tutto testo, niente immagini. Tutta narrazione, niente 3D. MUD contro MMORPG. Eppure la Wizards sembra considerare Internet un problema piuttosto che uno strumento, perché la gente scarica e condivide manuali in maniera illegale. Eppure, i PDF e i manuali inglesi di Pathfinder vanno a ruba! Come ce lo spieghiamo questo? Semplice, la gente partecipa al progetto e quindi lo supporta, senza contare la praticità, la sensazione tattile, l’eleganza di un manuale ben fatto. E se qualcuno scarica un PDF, lo legge e lo reputa un lavoro di qualità, allora lo compra. Che la Wizards tema anche questo? Se i giocatori avessero a disposizione anteprime complete dei manuali eviterebbero brutte sorprese, evitando di comprare prodotti scadenti come Cthulhu d20, e la Wizards si ritroverebbe a non poter più risparmiare sulla qualità dei prodotti riparandosi dietro ad un brand altisonante.

Se poi facciamo mente locale, la Wizards c’ha provato qualche volta ad approcciare al mondo di Internet. Il sito inglese è effettivamente abbastanza aggiornato, ma l’iterazione con gli utenti si basata solo sul forum. Ma le altre lingue come mai non vengono aggiornate? E che fine hanno fatto i D&DTools della 3.5 e D&DInsider della 4.0? L’impressione è che, dopo aver investito cifre impressionanti, i progetti siano stati abbandonati perché non si è riuscito a centrare gli obiettivi, perché non si sa come muoversi e si ha paura di perdere soldi. Certo, è crisi per tutti, ma mi pare ce la risposta ad una crisi sia l’innovazione, no?

Con un po’ di orgoglio posso dirvi che chi ha visto l’anteprima di Mephit ha detto “E’ esattamente questo che dovrebbe fare la Wizards”. Ti crei il personaggio e giochi in chat o forum esplorando una mappa, con una serie di tools che rendono scorrevole l’esperienza di gioco. E in effetti guardo l’operato della Wizards e non capisco. Io l’ho fatto perdendo il sonno nel tempo libero. La Wizards avrebbe potuto farlo comodamente in orario lavorativo. Ci vuole davvero così tanto?